Giovedi, 14 dicembre 2017 - ORE:14:15

Eagles dentro le mura. Il concerto di cui non saprete un bel niente

eagles dentro le mura

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Gli Eagles dentro le Mura in concerto. Ma io sono rimasto fuori

Qualcuno una volta disse “mai na’ gioia” e link così su FacciaLibro ne vediamo di media 6-7 al giorno. Eagles in concerto a Lucca. Unica data in Italia. Già si sentiva la terra tremare. Un pass semi assicurato per uno pseudo giornalista. Già se lo sentiva in tasca. Lo so, eh c’ho sperato!
Mi ha portato fuori per l’aperitivo, poi cena in un ristorantino e sotto casa, alla domanda “mi fai salire?” mi ha risposto “no, meglio di no, facciamo un’altra volta.” Palo al 90°!!!
Avrei potuto dirvi che gli Eagles erano tornati dopo 5 anni in Italia. L’ultima volta correva l’anno 2009.
Avrei potuto dirvi che stavolta sarebbero tornati col botto. La band capitanata da Glenn Frey (chitarra) e Don Henley (batteria), con al seguito Joe Walsh (chitarra n° 2) e Timothy B. Schmit (basso) stavolta, oltre ai grandi classici da repertorio convalidato, in questo tour hanno deciso di inserire canzoni mai fatte prima in versione live.
Avrei potuto dirvi com’è stato assistere allo spettacolo “History of the Eagles”. Com’è stato stare davanti a quei ragazzoni e stare con gli accendini accesi durante Hotel California. Avrei potuto dirvi che ad assistere allo spettacolo c’erano Zucchero, il professor Castellacci (tanto un aveva altro da fà) e il giornalista Alan Friedman (quello di “Ammazziamo il Gattopardo”). Loro se lo sono goduto dal palchetto vip, con champagne e pasticcini.
Grande assente il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, probabilmente lo ha fatto per solidarietà verso di me. Grazie Tambe!
E invece nulla. Non ve lo potrò dire. L’ufficio stampa del Summer Festival ha detto che non hanno abbastanza accrediti. Un due di picche così era tanto che non lo prendevo (come cantavano i Gem Boy quando ancora facevano musica). Non era meglio un grande classico, tipo…devo lavare i capelli, ho un sacco da studiare, ho un forte mal di testa….il tuo numero ce l’ho, casomai ti chiamo io.
Ma come diceva Sasà, ci sono due tipi di giornalisti. I giornalisti giornalisti, e i giornalisti impiegati. I giornalisti impiegati sono quelli che stanno in ufficio e raccolgono notizie per poi fare gli articoli. I giornalisti giornalisti la notizia se la vanno a prendere.

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u(Quello che -non- vedevo dalle trasenne)

Da amante ferito e in qualità di giornalista giornalista, ho deciso che a quell’appuntamento ci sarei andato lo stesso. Che la notizia me la sarei andata a prendere. Anche per voi lettori.
Sono stato davanti alle transenne, a quanto pare non ero l’unico ad essere stato rifiutato. Quel mini pubblico racchiuso in 50mq se ne stava abbracciato a cantare e a far ondeggiare il bacino. Tutti con il naso un po’ all’insù perché i maxi schermi si vedevo lo stesso! e la musica non puoi fermarla con qualche foglio di lamiera. Ci si arrangiava come si poteva. Chi si arrampicava su un lampione, chi su una manichetta per l’acqua con un’alta probabilità di scivolare e lasciarci qualcosa. C’era addirittura chi è montato sulla bicicletta e aggrappato alle transenne si guardava il concerto. Poi c’erano i foglio munito che se li facevano salire sulle spalle e con il cellulare si facevano riprendere tutto.
Sono riuscito a mettere le mani sulla scaletta della serata:

1. How Long
2. Take It To The Limit
3. Tequila Sunrise
4. I Cant’t Tell You Why
5. Lyin’ Eyes
6. Heartache Tonight (versione acustica)
7. Those Shoes
8. In The City
9. One Of These Nights
10. Life’s Been Good
11. Dirty Laundry
12. Funk 49
13. Life In The Fast
14. Hotel California
15. Take It Easy
16. Rocky Montain Way
17. Desperado

Quando ci sono stati i primi accordi di Hotel California, un gruppetto di anziani davanti al me, sulla sessantina andante, hanno detto in coro “ECCOLA!”. Erano emozionati come dei ragazzini. Si sono dati qualche gomitata d’intesa e poi si sono messi a canticchiarla e ondeggiare a tempo. Mi sono guardato intorno convinto che avrei visto gli accendini accesi. Ma a quanto pare è una pratica ormai obsoleta. Le mani al cielo c’erano. Le luci pure. Ma erano quelle dei cellulari. I concerti nel nuovo millennio.

Il Summer ha deciso di non mandarmi. Ma io ci sono andato lo stesso. Meritava ascoltarli.
Ora sta a voi, cari lettori. Io ho raccontato il concerto visto dalle transenne, da quel lato della barricata. Se qualcuno di voi era dentro, ci racconti com’è stato vederlo da vivo, com’è stato essere li sotto. Per parafrasare il vecchio zio Sam, StudioNews 24 ha bisogno di te!



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