Venerdi, 20 ottobre 2017 - ORE:19:56

High Hopes: il ritorno del Boss

High hopes

High Hopes

La nuova produzione di Bruce Springsteen

Già in uscita da un giorno in Italia “High hopes”, il nuovo album in studio di Bruce Springsteen, raggiunge i vertici delle classifiche.
Registrato tra il New Jersey, Los Angeles, Atlanta, New York e l’Australia, l’album è stato prodotto da Brendan O’Brien, Ron Aniello, e dallo stesso Springsteen, distribuito da Sony Music – Columbia.

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Una collaborazione speciale : TOM MORELLO

high hopesUn prodotto discografico che rilegge sì i brani storici del Boss, ma li trasforma in perle autonome grazie al contributo di sodali storici e new entries. L’ultima in ordine di tempo – quella che ha dato la svolta all’album – è la chitarra di Tom Morello, eclettico chitarrista dei Rage Against The Machine che dopo essersi unito al Boss sostituendo l’inossidabile Steve Van Zandt durante le tappe australiane del Wrecking ball tour ha dato al lavoro la svolta che Springsteen probabilmente cercava. In una recente intervista al magazine “Rolling Stone” aveva dichiarato Morello riguardo alla collaborazione per questo cd: :

“Non penso si sia mai parlato di un album in studio. Prima del tour mi avevano fatto avere American Skin (41 Shots) per suonarci su. L’ho fatto nello studio che ho in casa mia, e a Bruce è piaciuto molto il risultato. Poi mi hanno mandato un altro paio di canzoni. Il giorno prima di partire per l’Australia, abbiamo inciso The Ghost of Tom Joad a Los Angeles. Eravamo io, Max Weinberg e Ron Aniello. Abbiamo fatto solo la struttura base della canzone e io ho cantato la mia parte. Ma queste session continuavano ad avvenire senza che ci fosse stato un annuncio formale [ride] su cosa fossero. A me sembrava di aver capito che “Bruce registra di continuo”. Per cui per me era fantastico che mi fosse stato chiesto di farne parte. Ero pazzo di gioia.”

Le canzoni del nuovo album High hopes

Il cd si apre con “High hopes” la title track , nonché primo singolo estratto , una cover qui proposta in modo più adrenalinico, (grazie anche alla preziosa sezione pulsante di fiati) di un brano anni Novanta degli Havalinas.

Si prosegue con l’incidere cupo e malinconico del brano “Harry ‘s place” per poi rimanere affascinati da una delle incisioni più riuscite del progetto “American skin (41 shots)“, sia per sensibilità del tema trattato nel testo che per la riproposta vincente nell’arrangiamento più rock – pop rispetto al tema soul-gospel , presente invece nella versione del cd live del 2011. Menzione speciale per il solo di Tom Morello.

Atmosfera orchestrale e potente per “Just like fire would“, cover di un brano classico alternative- rock dei The Saints, mentre il suono del violino sembra essere protagonista in “Down in the hole“.
Possiamo trovare persino tracce di gospel nel brano “Heaven’s wall” e sapori e richiami d’Irlanda in “This is your sword“.

Da segnalare infine sul versante intimistico “The Wall” dove domina un atmosfera amara e struggente grazie al brano che narra di un amico musicista partito per il Vietnam e mai più tornato a casa, mentre la chiusura rispecchia l’intero cd per il suo essere delicata ed incisiva con “Dream baby dream” cover dei Suicide.

Bruce Springsteen e 40 anni di rock vero

Un disco che raccoglie i temi cari a Bruce da sempre , il rock duro di chi sputa al mondo le riflessioni, i disagi e le problematiche umane, il rock evocativo, malinconico che raccoglie le memorie, i disillusi dell’America come specchio del mondo , il rock energico che invita a rialzarsi ad ogni caduta, a ballare a dimenticarsi delle paure e dei fantasmi del quotidiano. Il rock che solo il Boss, da quarant’anni è capace di far correre sulle corde della sua chitarra e della sua voce.



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