Mercoledi, 26 luglio 2017 - ORE:16:39

“Ho visto Mimì prima che chiudessero la bara e ho notato una cosa terribile…”


Loredana Bertè è stata ospite di Barbara D’Urso nella sua Domenica Live. La cantante ha raccontato retroscena molto tristi riguardo alla morte della sorella, Mia Martini: “Mio padre mi ha picchiata perché quando è morta mia sorella gli ho detto: ‘Figlio di puttana che cosa hai fatto a Mimì?’. Picchiava mia sorella, mia madre, tutti. L’abbiamo vista tutti Mia dentro la bara. Era piena di lividi. A mia madre non gliene fregava nulla, le interessavano solo i soldi”. La Bertè si è sfogata nel ricordare i problemi subiti dalla sorella: “Mia Martini è stata vittima di bullismo. Quando uno è troppo brava… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE

“L’hanno infamata”

tu la distruggi, dicendo che porta male. Mimì non si drogava, si faceva una canna ogni tanto, ma hanno scritto di tutto. L’hanno infamata. Ancora la ricordano male. Io di solito, nel periodo del 12/14 maggio stacco il telefono, non parlo con nessuno. Quest’anno ho deciso di non farlo”. La stessa Bertè rivela di aver un rammarico enorme: “Io mi sento un po’ in colpa perché penso che se avessi fatto qualche viaggio di meno e fossi rimasta un po’ più accanto a lei, a parlare con lei, forse sarebbe ancora viva. Io mi sono colpevolizzata per questo: non ho fatto un viaggio di meno per starle vicino… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE

“Se quella sera…”

Lei insistette tanto per darmi un telefonino, io non l’ho voluto, se quella sera lo avessi avuto, lei sarebbe ancora viva. Io ci penso. Non mi perdonerò mai per questo. Non è vero che il tempo cambia le cose, non cambia niente…”. Loredana ha quindi raccontato di essere stata lei stessa vittima di violenze: “Sono stata violentata. Avevo 16/17 anni. Ero l’unica ancora vergine nel mio gruppo di amiche. Facevamo le serate a Milano. Loro mi dicevano che era ora che trovassi la persona giusta. A Torino, c’era questo signore, un ragazzo, molto gentile. Per un mese mi ha mandato grandi mazzi di rose in camerino. Le amiche mi dicevano: è quello giusto… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE

“Mi ha strappato i vestiti”

Mi sono detta che era arrivato il momento, mi sono fidata delle parole delle mie amiche. Così una sera ho deciso di cedere. Pensavo saremmo andati a casa sua, invece, mi ha portata in uno squallido bilocale. Era un uomo che aveva la Ferrari. Appena ha chiuso la porta alle nostre spalle, ho sentito un brivido, mi è preso un colpo. Volevo andare via. Lui mi ha presa a calci a pugni. Mi ha violentata. Mi ha strappato i vestiti. Io però sono riuscita a scappare. Non so come, sarà stata la forza della disperazione. Mi sono buttata in strada. Ero piena di sangue. Mi ha salvato un tassista. Mi ha portata in pronto soccorso. Ho odiato le mie amiche. Non lo potevo neppure dire a mia madre, altrimenti mi avrebbe picchiata anche lei. Dopo, non ho voluto più vedere un uomo per tre/quattro anni”.



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