Sabato, 27 maggio 2017 - ORE:17:36

A tu per tu con la musica classica: una storia di vita, un messaggio che parla una lingua universale


Q: “ La musica classica nel 2012: un genere musicale che si è evoluto e rimane vivo tutt’ oggi. Tuttavia i giovani – o perlomeno la maggior parte di loro – paiono ignorare o disconoscere questo genere. Si può parlare ancora di un rapporto tra gioventù e musica classica? In che termini? “

E: “ Senza dubbio un rapporto fra i giovani e la musica classica esiste ancora. Ha tutte le potenzialità per esistere: internet, a questo proposito, rappresenta un potente strumento per ascoltare – e vedere – un pezzo di musica classica. Molto più forte della TV o della radio. “

Q: “ La diffusione dunque c’è; come spiegare la poca visibilità concessa alla musica classica dai mass media? “

E: “ Effettivamente chiunque potrebbe ascoltarsi grandi brani su Youtube – io stesso lo faccio spesso –, ma non si palesa alcun interesse mediatico al proposito, se non su canali radiofonici e televisivi specializzati. Ciò è spiegabile con il fatto che il target di pubblico della musica classica è ritenuto troppo ristretto ed elitario. Poco pubblico si traduce in poco share, e ciò porta a risvolti economici e pubblicitari sfavorevoli per le emittenti. Per questo su MTV non si vedrà mai musica classica. “

Q: “ Da un punto di vista mediatico però ci sono ( pochi ) compositori che raggiungono la popolarità e l’ attenzione dei giovani: come spieghi, a questo proposito, il “ fenomeno Allevi “ ? “

E: “ I motivi sono sostanzialmente due. Il primo riguarda il fatto che sostanzialmente Allevi non è un compositore classico vero e proprio: ha unito musica classica e musica leggera in quei punti che entrambi questi generi condividono. Della musica classica propriamente detta gli mancano varietà e complessità dei temi e dei messaggi musicali proposti.
L’ altro motivo riguarda l’ attenzione che nel giovane è più o meno suscitata dall’ estetica della musica classica: generalmente, quando si guarda un video di musica classica, l’ esecutore ha i capelli bianchi, suonando in un contesto estraneo alla maggior parte dei giovani. Qui emergono due problemi seri della musica classica oggi: non abbiamo compositori under 50, e, se anche ci sono, le etichette discografiche preferiscono andare sul sicuro, concedendo spazio e visibilità a pur bravi esecutori di composizioni del passato: brani di Beethoven, Mozart, Bach, Chopin…
L’ altro grave problema è l’ educazione alla musica.

Q: “ Come si potrebbe potenziare l’ aspetto educativo? Non è sufficiente studiare musica fino alle scuola medie? “

E: “ Certo che no! La musica è una forma artistica a cui si deve essere educati fin da piccolissimi, quando l’ orecchio si presta ad essere educato, e va portata avanti in un processo maturativo che dovrebbe durare l’ intera vita. In questo ambito influiscono anche i genitori, la famiglia: io stesso ho cominciato ad ascoltare musica classica dai CD dei miei genitori; non me l’ hanno mai fatta percepire come una “ cosa d’ altri tempi “. Lo stesso discorso vale per gli strumenti musicali, che, al di là della chitarra, spesso vengono recepiti come provenienti da un altro pianeta.
Non si può dire quindi che la musica non piaccia. Il brano risulta distante nel momento in cui non ci sono i presupposti per poterlo studiare e capire.
Un altro pregiudizio forte è che la musica sia una “ cosa da ricchi “: ritengo che questo sia un mito da sfatare. Andrò a breve al Teatro Verdi a sentire Rachmaninov alla modica cifra di cinque euro grazie alle riduzioni offerte agli universitari. ”

Q: “ Indubbiamente la musica classica è più difficile da ascoltare: perché? “

E: “ Sono necessari impegno e serietà per ascoltare un brano di musica classica. La musica in generale va ascoltata e non sentita: bisogna stare fermi, trovare un po’ di tempo per se stessi, per rimanere faccia a faccia con il brano, per pensare, riflettere e capire in solitudine. C’è bisogno ogni giorno di un poco di solitudine, per leggere un libro, ascoltare musica, guardare un film. La pace quotidiana non è spesso concepita, e ci neghiamo un po’ di tempo solo per noi: la musica, senza la soddisfazione di queste premesse, diventa un sottofondo o un qualcosa su cui non ci focalizziamo appieno, come quando andiamo in discoteca o ad un concerto rock. “

Q: ” A chi ti sentiresti di consigliare l’ ascolto di musica classica? Perché? Quali brani sono indicati per cominciare? “

E: “ La consiglierei a tutti! E per fare questo non mi farebbe che piacere vedere un po’ più di rilievo concesso alla musica classica in televisione o sulle radio nazionali. Bisogna farla ritornare al top, come lo era prima dell’ avvento della musica leggera: non ha nulla da invidiare agli altri generi, e la consiglierei ai giovani, che è come consigliarla al futuro. Per cominciare suggerirei una ricerca a 360 gradi su Youtube, ascoltando autori diversi. Per avvicinare i giovani alla musica classica un altro spunto interessante è fornito dalle avanguardie: il loro intento è provocatorio, ma i risultati talvolta deludenti. Ricordo un pezzo in cui l’ orchestra rimaneva in silenzio per cinque – sei minuti. Al di là della provocazione, questo tipo di avanguardia lascia sospettare una aridità di temi effettivamente nuovi e genuini.
Consiglierei di ascoltare musica classica perché ti rende e ti chiede di essere “ open – minded “. Una qualsiasi passione si segue poiché gratifica, perché regala emozioni; tuttavia la musica ha una peculiarità in più: è al di sopra di ogni altra arte. E’ un’ esperienza forte, più diretta di un dipinto o di un libro. La mediazione del colore o del linguaggio viene scavalcata, la musica parla una lingua universale, consentendo al messaggio ed alle emozioni di arrivare dritti al cuore dell’ interessato, al di là di qualsiasi nazionalità. “

Q: ” Ci lasciamo con qualche domanda personale: quali sono il tuo autore classico ed il tuo autore contemporaneo preferiti? “

E: “ Direi Rachmaninov, è suo il primo brano che ho ascoltato in assoluto: Preludio, opera 23, numero 5. Per la musica leggera direi gli U2. “

Q: “ Un’ ultima domanda: preferisci la musica classica o la musica leggera? “

E ( ridendo ) : “ Dopo tutto l’ impegno speso nel comprendere la musica classica come potrei non amarla? “

Si ringrazia Eric Bufalino per la disponibilità ed il tempo concessoci.



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