Martedi, 19 settembre 2017 - ORE:00:21

Gli Afterhours al Metarock di Pisa. Io c’ero e ve lo racconto

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Pisa 7 settembre 2014: Concerto Afterhours. Ore 6.15. I cancelli aprono tra 45 minuti. All’ingresso forse 15 persone. Di buttafuori incazzati ne serve solo 1. Che partenza!!!
L’atmosfera nel Parco della Cittadella di Pisa era tranquilla, i soliti porchettari, spine di birre e qualche stand che vendeva oggettistica di ogni genere, tranne magliette, fasce e gadget inereti al concerto.
Dopo una mezzoretta di gingillamenti qualcuno sale sul palco. Applauso puramente spontaneo. Saranno i soliti tecnici che diranno le solite tre parole al microfono (ssssssà ssssssà, prova) e provano i vari strumenti. E invece no! Attenzione! Sono i Miriam Mellerin: un gruppo nostrano nato nel 2010 a Pisa. Esordiscono dicendo “Buonasera, siamo i Miriam Mellerin e dovevamo essere un trio.” Come titolo di una band non è male, penso subito. E invece viene fuori che dovevano davvero essere un trio, queste maledette influenze stagionali!
Il batterista sembrava crederci parecchio e, secondo me, il suo lo dava senza sbavature. Il cantante/bassista diciamo che forse ci credeva un po’ meno. Forse non era lui il vero cantante della band ma era quello che mancava. Lanciavano il loro nuovo album “Il Vizio”.

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Piccola pausa di due ore e mezzo. O gli Afterhours se la tirano un po’ troppo o forse il concetto di band apri-concerto per scaldare la folla non dev’essere molto chiaro agli organizzatori.
Con la folla bella diaccia e la notte calata sulla piazzetta, salgono sul palco gli Afterhours. Ovviamente con la dovuta calma. Nemmeno un “Ciao Pisa!! Su le maniii su le maniii!”, no, giusto Giorgio Prette (il batterista) che apre la serata con la frase simbolo “Hai paura del buio?”, dopo di ché tutti insieme appasionatamente a suonare.
La scaletta della 1° parte, per gentile concessione della mia fotografa, che se l’è scritte proprio tutte!:
1- Hai paura del buio?
2-1.9.9.6.
3- Male di miele
4- Rapace
5- Elymania
6- Pelle
7- Dea
8- Senza finestra
9- Simbiosi
10- Voglio una pelle splendida
11- Terrorswing
12- Lasciami leccare l’adrenalina
13- Punto G
14- Veleno
15- Come vorrei
16- Questo pazzo pazzo mondo di tasse
17- Musicista contabile
18- Sui giovani d’oggi ci scatarro su
19- Mi trovo nuovo

Per questa prima parte la band ha riportato le canzoni esattamente nell’ordine del disco “hai paura del buio?”. Credo che lo abbiano fatto per quelle persoe che cantavano sotto il palco, giusto per non mandarle in paranoia, invertendo la scaletta o suonando le canzoni in modalità random.
Il tempo di cambiarsi i vestiti, anche quelli moda di 17 anni fa (quando andavano di moda i pantaloni scampanati?!) e via si parte con la seconda parte del concerto, composto da canzoni prese da altri album. Tra parentesi c’ha scritto anche da quale album. La ragazza ci sa fare!

20- Spreca una vita (dall’album Padania)
21- Plastilina (dall’album Germi)
22- Ci sarà una bella luce (dall’album Padania)
23- Costruire per distruggere (dall’album Padania)
24- Io so chi sono (dall’album Padania)
25- Padania (dall’album Padania)
26- Strategie (dall’album Germi)
27- La verità che ricordavo (dall’album Non è per sempre)
28- Non è per sempre (dall’album Non è per sempre)
29- Ballata per la mia piccola Iena (dall’album Ballate per piccole iene)
30- La sottile linea bianca (dall’album Ballate per piccole iene)
31- Quello che non c’è (dall’album Quello che non c’è)
32- Bye bye Bombay (dall’album Quello che non c’è)

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La band di Manuel Agnelli, l’uomo con i capelli più crespi del mondo, orami suona dal 1985. 29 anni di onorato servizio. In questa carriera molte persone hanno fatto parte di questo bel progetto, alcuni sono andati e mai più ritornati, altri invece hanno risuonato il campanelo di casa. Attualmente sono: Manuel Agnelli (quello dei capelli crespi, voce, chitarra e tastiera), Xabier Iriondo (tromba e l’uomo che ha se stesso disegnato sulla chitarra), Giorgio Prette (batteria, il sosia di Jeff Daniels il biondo di “Scemo e Più Scemo”), Giorgio Ciccarelli (chitarra, tastiera, l’uomo più fermo e impassibile del mondo), Roberto Dell’Era (basso, l’uomo con i jeasn più stetti del mondo, che tra l’altro compiva gli anni!) e Rodrigo D’Erasmo (violino, tastiera, e…bho, non aveva segni particolari).
Nonostante tutti questi personaggi il concerto è stato un po’ spento. Di gente che si era data appuntamento nella piccola piazzetta ce n’era parecchia, però pochi che cantavano. La piazza, già piccola, per l’occasione era stata anche divisa a metà, così da stare tutti vicini vicini.

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Vietato fare puzzette! Le canzoni erano un continuo saltellare, ma non della folla. Si passava da una linea di chitarra a 100 all’ora con Xabier che suonava in ogni posizione dello yoga conosciuta con gli altri che sembrano trottole impazzite, a una nota ripetuta all’inifinito sulla pianola mentre tutti stavano fermi come statue a fissare non si sa bene cosa e Manuel che sussurrava al microfono parole dolci. Il bello è che tutto questo avveniva nei 4 minuti di canzone. E il pubblico fermo, ogni tanto faceva ondeggiare le spalle. Ma scusate, è lo stile dei concerti della band o i porchettari avevano una nuova ricetta a base di sedativi per cavalli?!
Non ero mai stato a un concerto degli Afterhours, lo ammetto. Credo che la serata si possa riassumere così: quando c’è stato il momento “Iggy Pop” e Manuel Agnelli si è levato la maglietta e ha cominciato a far volteggiare il mocrofono per aria con un’alta probabilità di schintarselo in faccia (cosa che purtroppo non è successa, sarebbe stato molto divertente), ho chiuso gli occhi e sperato che quella dannata maglietta se la rimettese alla sverta!

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