Lunedi, 23 ottobre 2017 - ORE:13:23

Appetite for Destruction: L’ultimo ruggito dell’Hard Rock puro


Appetite for Destruction

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Los Angeles, anni 80

La scena musicale della città aveva già visto gruppi esagerati e rozzi (in primis i Mötley Crüe), ma mai nessuno così eccessivo come loro: i Guns N’Roses. Nel 1987 pubblicarono il loro primo album, Appetite for Destruction, dando vita ad un vero fenomeno musicale.

Il gruppo era formato da: Axl Rose (voce), Slash(chitarra solista), Izzy Stradlin (chitarra ritmica), Duff McKagan (basso, cori) e Steven Adler (batteria), tutti e cinque sbandati dei sobborghi di L.A, ma capaci insieme di produrre il miglior album della band e uno dei più apprezzati album d’esordio della storia del rock.

Fonte del successo  dei Guns fu il loro sound grezzo, sporco, violento e più “street”, che rispecchiava l’aspetto truce e lurido dei membri della band, in chiara controtendenza con il movimento hair metal. Esso aveva il suo credo in sonorità più melodiche( troppo bolse per Axl e soci) ed i gruppi che vi appartenevano avevano adottato un look cotonato ed effemminato (un esempio sono i Poison).

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L’Esordio del gruppo

Così come un gruppo di cani sciolti i Guns N’Roses irruppero nel panorama musicale con un LP selvaggio, sboccato, politicamente scorretto ma farcito anche con qualche nota dolce/amara. Il disco parte dunque con un duo esplosivo di tracce: Welcome to the Jungle/ It’s so Easy. La prima è un manifesto dello stile street, che racconta il disagio della giungla metropolitana della città degli angeli. La canzone caratterizzata dalla sfrenata batteria di Adler, dai turbinanti riff di chitarra di Slash e di Stradlin e dal cantato da gatto furioso che tanto ha reso celebre Rose. La seconda invece scritta da Duff risentedi influenze prettamente  blues, con un ritmo veloce ma sostenuto, dove il basso è poderoso e con un Axl che va molto basso con la voce per i suoi standard per poi esplodere in poderosi acuti nel finale.

Seguono poi i pezzi Nightrain, furiosa e velocissima canzone dedicata all’omonimo vino di pessima qualità, compagno di tante serate, ed Out Ta Get Me, che seguendo gli schemi musicali della prima racconta i frequenti problemi con la legge del frontman del gruppo. Quinta traccia è Mr. Brownstone, che strizza l’occhio ad alcuni lavori dei Rolling Stones, ed è il pezzo più sperimentale dell’album con  richiami funkie e tribali dove Duff ed Izzy danno il meglio delle loro capacità mentre Axl e Slash sono sempre due colossi. Tema della canzone è l’eccessivo consumo di eroina da parte dei componenti del gruppo.

Paradise City

Giungiamo così ad un altro masterpiece della band: Paradise City. Tutti e cinque i Guns sono perfetti, si parte con il ritmo sostenuto e da marcia di Adler, che apre poi alle coinvolgenti parti di chitarra di Izzy e Slash, mentre il basso di Duff è un tutt’uno con la batteria e Axl recita più e più volte il trascinante ritornello. Ma non finisce qui perché la canzone è un crescendo di velocità e di voce ed è sul finale quando il ritmo si fa indiavolato che Rose spara le sue urla poderose. Segue poi My Michelle che come le montagne russe parte piano con l’arpeggio di Slash per poi andare in picchiata a tutta velocità. Un gioiellino dell’hard rock con una spruzzata di Punk, con Axl che raggiunge quasi l’apice del falsetto. Traccia numero 8 è Think About You, pezzo atipico per la band ma che ha un suo perché. Si avvicina ad un hard rock più classico ed ha come tema l’amore di Axl per la sua futura moglie, Erin Everly.

GnR-guns-n-rosesI migliori successi dei Guns N’Roses

Al nono posto completiamo la triade delle meraviglia dei Guns, dopo Welcome to the Jungle e Paradise city ecco la power ballad per eccellenza: Sweet Child O’Mine. Il brano interrompe bruscamente il susseguirsi indiavolato di traccie hard rock, ma resto lo stesso stilisticamente potente, non snaturando così l’anima del disco. Slash da qui sfoggio della sua bravura con l’assolo più bello della sua carriera accompagnato dal basso di Duff, qui davvero stratosferico ed Axl che si abbandona in parte ad un miagolio più dolce e malinconico per ritrovarsi sulla conclusione. Il tema sono è il ricordo di una relazione passata.

Al decimo ed undicesimo posto seguono You Are Crazy, pezzo che si può definire giusto divertente ma niente di più, ed Anything Goes, unico scivolone del disco, canzone poco originale e sottotono.

L’ultimo brano del’album

Ecco però che nel finale si risale alla grande con un’esplosiva chiusura: Rocket Queen. Si tratta sicuramente del brano tecnicamente più curato dell’album, diviso in due parti, la prima più selvaggia e violenta, la seconda più melodica e romantica. Slash è ispiratissimo,  Izzy straordinario, il duo batteria/basso fenomenale ed Axl sprizza rabbia da tutti i pori. Sua è poi l’idea di aggiungere i suoni di un suo amplesso con la ragazza di Adler, che non si faceva problemi a portarsi a letto tutti e due. Questa canzone è probabilmente quella che definisce meglio l’anima dei Guns N’Roses, costantemente in bilico tra violenza e dramma.

Il successo ottenuto con il primo LP fu ciclopico ma il gruppo non riuscirà più a ripetersi, producendo in seguito lavori  di altalenante qualità ed arrivando allo scioglimento definitivo nel 1996, a causa del deterioramento dei rapporti tra i cinque membri derivato dal pessimo comportamento di Axl. Oggi Rose suona con dei nuovi Guns, brutta copia dei vecchi che con il vero gruppo non ha nulla a che spartire. Infatti i veri Guns N’Roses con il loro  stile esagerato, un vortice caotico di violenza, rabbia, scurrilità ed edonismo sfrenato, furono capaci  di  partorire  Appetite For Destruction,  una pietra miliare perché ultimo ed autentico ruggito del vecchio Hard Rock!



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