Sabato, 25 novembre 2017 - ORE:12:33

La musica pop dopo gli anni zero: quali prospettive in Italia?


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Metà Febbraio, ci si avvia verso la fine di un freddo inverno e, come di consueto, ci accompagna all’ uscita il Festival della Canzone Italiana . Pochi cambiamenti si riscontrano nella scaletta tipo di un festival che si è ormai svuotato del significato che poteva avere venti o trenta anni fa. I contenuti presentano ben poco di innovativo : tralasciando il gigantesco business che si sviluppa fra scelta degli sponsor e nomina del conduttore, mi soffermo sulla qualità artistica di musica e testi che vengono presentati agli spettatori da quello che, per molti, è senza dubbio il trampolino verso il successo. Ascolto, come ho ascoltato gli altri anni, faccio dei paragoni fra le ultime edizioni .

Sorge spontanea una domanda: se questo è il materiale che viene scelto per essere portato al successo dopo molte attente selezioni precedenti l’ esibizione al teatro Ariston, cosa rappresenta il successo oggi? Da un punto di vista mediatico si traduce sicuramente in business spesso milionari , strutturati su ritorni pubblicitari, inviti a talk show o programmi pomeridiani e studi di incremento dell’ audience. Fin quando dura questo carosello mediatico? Quanto a lungo il favore del pubblico sarà tale da garantire una percentuale dello share sopra le righe? Probabilmente poco , nel giro di un anno l’ euforia si sarà spenta e la carriera dei vincitori passerà in secondo piano nel network mediatico.

Questo fa emergere due preoccupanti aspetti del panorama pop italiano: il primo è l’accuratezza con la quale i media spremono fino all’ ultima goccia il successo di questo o quell’artista indipendentemente dal suo calibro, sicuri che a breve – come una meteora – verrà dimenticato dal grande pubblico ed altrettanto certi che un’ altra star di cui sfruttare la popolarità sarà a breve sulla cresta dell’ onda, magari lanciata proprio dalla prossima edizione di Sanremo; l’altro aspetto, più prettamente rivolto ai contenuti artistici, è forse ancora più serio: di rado ormai si sentono artisti proporre melodie o testi originali, sperimentazioni non dico ardite , ma perlomeno innovative, che fuoriescano dagli schemi del pop che ormai da anni viene propinato come non plus ultra della musica. In molti altri Paesi, europei e non , il panorama pop ha avuto e continua ad avere ottimi esponenti che, sebbene non estremamente denso di virtuosismi e tecnica, può essere ben diverso dalla bonaccia in cui si è arrestata l’ Italia . Ecco quindi il problema che le giovani band italiane si trovano a fronteggiare: come rinnovare il panorama senza essere relegate fuori dalla visibilità mediatica .



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