Martedi, 23 maggio 2017 - ORE:09:10

Night Visions- Imagine Dragons

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Quando un album di debutto sbanca il lunario: Night Visions

Quando un album di debutto ottiene un disco di platino in 7 paesi, vendendo solo negli States più di 83.000 copie nella prima settimana e incassando 1,8 milioni di dollari, viene da chiedersi se il prodotto proposto non sia il solito oggetto modaiolo privo di valore artistico.

Night Visions degli Imagine Dragons è un lavoro studiato ed estremamente ben riuscito. Il successo internazionale della band è facilmente pronosticabile nel momento dell’uscita del primo singolo, It’s Time, che rispettivamente si piazza tra i primi 5 nelle classifiche Billboard Alternative e Billboard Rock, prima di ottenere a due mesi dall’uscita l’importante riconoscimento di singolo d’oro dalla Recording Industry Association of America per aver venduto oltre 500.000 copie. Numeri incredibili se si pensa che la band statunitense ha poco più di 6 anni di vita e che ha firmato con Interscope solo da tre anni. La forza di Night Visions è senza dubbio la sua poliedricità.

Il disco rientra nella categoria Elettro-Alternative-Indie Rock ma, sebbene la struttura e il suono sia perfettamente compatibile con questa etichetta, la composizione e le linee sono estremamente commerciali. C’è chi considererebbe la scelta di rendersi adatti al mercato un mero vendersi, ma la verità è che la scelta della band è ben congegnata: musica orecchiabile, vendibile, proponibile in qualsiasi contesto (come dimostrano le numerose apparizioni in film e serie tv) e pezzi intelligenti.

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Il fattore che spesso spinge gli amanti del “Rock di una volta” a bistrattare e criticare chi oggi propone un prodotto di questo tipo è l’utilizzo dell’elettronica, ma questo è quanto funziona nel mercato discografico di oggi ed è necessario adattarsi con l’andamento degli anni all’evoluzione teconologica in termini musicali e a ciò che ne deriva. In ogni caso l’utilizzo dell’elettronica non strafora mai nell’esagerato, restando sempre un elemento importante ma non imprescindibile (come dimostrato dalle varie versioni acustiche dei brani).

Quello che caratterizza Night Visions è l’ampia gamma di pubblico che può attrarre: da colui che la musica la “sente” e non la “ascolta”, a chi si sofferma più appassionatamente sul senso e sul messaggio. Esempio lampante sono gli altri singoli nell’album. Demons (160.000.000 di visualizzazioni Youtube) e Radioactive (240.000.000) sono brani estremamente orecchiabili, non lontani dal pop puro, anzi più simili che dissimili al primo ascolto ma i testi e le strutture, i suoni, e le linee del cantante Dan Reynolds sono possentemente legate alle produzioni alternative degli anni 2000.

La presenza di una grande varietà di strumenti, cori pesanti e tratti di pura elettronica, li rende adatti a diversi ascolti, una per ogni tipo di ascoltatore che, non identificandola in un ambito strettamente legato ad un genere, ne resta incuriosito. Sicuramente rilevante è stato l’utilizzo di qualche brano in vari videogames di successo, a partire da FIFA13 per arrivare sino ad Assassin’s Creed III.

In conclusione Night Visions è un’ottima compagnia, leggero ma profondo; possiamo dire che come il nero stà bene su tutto. L’ascolto è invece sconsigliato a tutti i cultori della musica Alternative buona solo se Underground, motivo? Night Visions è troppo stilisticamente intelligente.

Voto: 4 su 5



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