Lunedi, 23 ottobre 2017 - ORE:13:40

Ritorna il Suo.NA: scopri gli ospiti del festival

suona napoli

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Il Suo.NA festival, rassegna musicale partenopea, ritorna il 19 settembre proprio a Napoli, dopo un periodo di annunci ricchi di suspense, compreso quello della location. Otto gli artisti che parteciperanno alla serata, divisa in tre momenti: saliranno sul palco per primi la bestia CARENNE, seguiti da Dino Fumaretto. Il primo trio si chiuderà con Iosonouncane, prima di dare inizio alla seconda tranche di musica: LevanteColapesce e i Marta sui tubi daranno il loro contributo alla serata. A seguire, si esibiranno Drink To Me e Populous, per terminare la serata ballando. Il tutto si svolgerà nella suggestiva location di Castel Sant’Elmo dalle 18:00 e sarà totalmente gratuito. Per prepararci all’evento, vi presentiamo gli attesissimi ospiti.

La bestia CARENNE

la bestia

Il loro ultimo album, Catacatassc’, è stato pubblicato con la BulbArtWorks. Hanno esordito nel 2011 autoproducendo il disco d’esordio Ponte. Sono quattro ragazzi, si chiamano Giuseppe Di Taranto, Antonello Orlando, Paolo Montella e Giuseppe Pisano e, sebbene tre cognomi su quattro indichino diversa provenienza, vengono da Benevento. Hanno tutti la barba, fatto un po’ strano visto che la bestia Carenne si nutre di loro (speriamo non gli vadano troppi peli di traverso). La loro musica è un folk che sa d’altri tempi, di genuinità, di pane caldo fatto in casa, di radicata meridionalità. Non è difficile immaginare il pubblico del Suo.NA dimenarsi e ballare al ritmo dei loro trascinanti brani. Speriamo non stanchino troppo la folla: sono i primi a esibirsi, il festival durerà ancora per un bel po’.

Dino Fumaretto

dino

Aprendo la pagina Facebook di Dino Fumaretto si capiscono due cose: la prima è che gli piacciono i film, i bei film; la seconda è che non si prende affatto sul serio. Pur rientrando nel panorama della musica indipendente cantautorale italiana, si discosta molto dallo stile dei suoi colleghi. Dino è imprevedibile, senza regole. Dimenticate le ballate acustiche, la sua è una vera e propria irrefrenabile follia artistica, dalle atmosfere burtoniane.

Dino non si esibisce mai sul palco: è l’alter-ego Elia Biloni a rivestire il ruolo di esecutore ufficiale dei suoi brani. Estroso interprete di se stesso, Fumaretto ha realizzato una formula artistica non solo musicale, ma anche teatrale. L’artista bipartito è autore di brani al tempo stesso angoscianti e ironici, che riportano in musica il sentimento del contrario pirandelliano: seriamente divertente.

Iosonouncane

io sono un cane

Lo pseudonimo singolare di Iosonouncane è tutto da ricercare nel cognome sardo Incani. Classe 1983, il cantautore arriva con furore direttamente dai call center bolognesi. La macarena su Roma, album d’esordio, era tra i candidati al Premio Tenco per la miglior opera prima e vince il riconoscimento “Fuori dal mucchio”. È sicuramente uno dei più originali e peculiari – oltre che politicamente scorretti – artisti della musica italiana contemporanea.

Campionatore e loop alla mano, la sua musica è un affascinante ibrido tra cantautorato ed elettronica, tra Dalla e le CocoRosie, Battiato e i Dresden Dolls. Il mix tra testi pungenti, provocatori e arrangiamenti estremamente sperimentali è esplosivo e originale come pochi. Come recita l’annuncio della sua presenza al Suo.NA: sul palco suona da solo, ma fa un casino da matti. Attenti al cane!

Levante

levante

Levante è il nome d’arte di Claudia Lagona, caltagironese trasferitasi a Torino. Nella stessa città ha sede la casa discografica INRI, a cui deve il suo esordio da solista con l’album Manuale distruzione. Il singolo Alfonso è rapidamente diventato un tormentone, rendendola così una delle cantautrici di riferimento del panorama musicale indipendente italiano. La sua semplicità mai banale e la padronanza vocale la rendono un’autrice e interprete di gran valore.

Il secondo album – Abbi cura di te, pubblicato proprio nel 2015 – si dimostra essere un lavoro decisamente più maturo del suo esordio, soprattutto per la varietà stilistica degli arrangiamenti. Ha aperto il tour di Max Gazzè nel 2013 e le date italiane di Paolo Nutini, esibendosi anche su palchi di festival come il MI AMI (Musica Importante A Milano). Un’artista in costante crescita.

Colapesce

colapesce

Il secondo siciliano del Suo.NA è Colapesce, artista con all’attivo due album e altrettanti EP. Con Un meraviglioso declino, nel 2012, vince il Premio Tenco alla miglior opera prima e il “Fuori dal Mucchio” per il Miglior esordio. Nel suo ultimo lavoro, Egomostro, introduce un rilevante uso di sintetizzatori e drum programming, senza però rivoluzionare i proprio arrangiamenti, sempre molto ricchi, con sonorità definibili elettroniche, ma semplicemente impreziosendoli con nuove influenze. Nel 2015 firma la sceneggiatura del fumetto La distanza, edito da Bao Publishing, insieme al disegnatore Alessandro Baronciani, attualmente già in ristampa. Non sarà autore dei disegni, ma poco male: con i suoi testi riesce a dipingere vivissime scene di fronte agli occhi di chi li ascolta. La sua musica è un’esperienza acustica e visiva. Emozionante, allucinogeno.

Marta sui tubi

marta

Tra i gruppi di riferimento della musica italiana, i Marta sui tubi sono attivi da tredici anni e hanno pubblicato ben cinque anni. Il frontman Giovanni Giulino è il fondatore della piattaforma di crowdfunding musicale MusicRaiser, per finanziare progetti di cantanti e musicisti dando alla gente «un motivo per acquistare un disco» (Amanda Palmer docet). Nel 2013 partecipano al Festival di Sanremo presentando il brano Vorrei ed entrando in gara con Dispari, che affronta il tema dell’assenza di curiosità e socialità contemporanea. Nel 2014 pubblicano il singolo che anticipa l’omonimo album, Salva Gente, realizzato ed eseguito con un collaboratore d’eccezione: Franco Battiato. Graffianti come la voce di Giovanni, sfacciati come il nome del gruppo. Non sapete a cosa si riferisce? Be’, Marta era un’amica comune, per così dire, dei cinque e i tubi potrete facilmente intuire a cosa alludano.

Drink to me

drink to me

I Drink to me sono un gruppo indie-rock torinese formato da Marco Jacopo Bianchi, Francesco Serasso, Roberto Grosso Sategna e Pierre Chindemi. Sotto contratto con l’etichetta discografica londinese Midfinger Records, sono una band di fama internazionale, così come il loro sound, che può essere paragonato a quello di Tycho e dei Temper Trap senza però avvicinarsi totalmente né a un genere né all’altro. L’abum Don’t Panic, Go Organic!, uscito nel 2008, viene mixato da Andy Savours, noto per le passate collaborazione con i Blonde Redhead, gli Yeah Yeah Yeahs, The Killers e The Horrors. Eclettici e moderni, daranno un tocco di british sound alla manifestazione partenopea, trasportandoci direttamente da Napoli a Reading o Glastonbury con la loro musica ipnotica. Imperdibili.

Populous

popoulus

Con Populous anche il Suo.NA non rinuncia all’imprescindibile chiusura techno. Con un netto cambio di sonorità, Andrea Mangia (vero nome dell’artista) salirà sul palco del festival come ultimo artista. La sua elettronica per nulla grossolana – al contrario di quella con cui purtroppo i “grandi dj” ci infliggono quotidianamente dolore e sofferenza – cavalca l’onda delle influenze indie, rendendolo equilibrato e per nulla frastornante e portandolo meritatamente tra gli artisti della kermesse. Per chiudere il tutto a ritmo di danza.



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