Mercoledi, 26 luglio 2017 - ORE:16:29

Tony Bennett & Lady Gaga: Il Jazz 2.0

tony bennett

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Il vecchio Tony non è nuovo a questo genere di cose. Nel 2011 uscì con un album tutto di collaborazioni, dal titolo “Duets II”. Tra i tanti c’era anche Lady Gaga. In quell’album fantastico Tony Bennett collaborava con gente tipo: John Mayer, Amy Winehouse, Michael Bublé, Aretha Franklin, Willie Nelson (lo zio Jesse dei fratelli Duke nel film Hazzard), il nostro Andrea Bocelli e moltissimi altri. Un pezzo con un sempre diverso artista. Di tutta ‘sta gente gli dev’esse garbata parecchio Lady Gaga.

Il duo Tony Bennett e Lady Gaga

Lady Gaga, registrata all’anagrafe come Stefani Joanne Angelina Germanotta, classe 1986, Tony Bennett, vero non Anthony Dominick Benedetto, classe 1926, l’ultimo grande corner ancora in vita. Beh, dal cognome si afferrano subito le loro chiare origini italiane. Roba da andà fieri! Non so a voi ma a me prende sempre una sorta di orgoglio nazionale.
Tra i due artisti scorrono giusto giusto 60anni. Ma l’argomento non è il Bunga Bunga, quindi va tutto bene.
L’album è stato annunciato dall’uscita del primo singolo “Anything Goes”, una cover di Cole Porter, il pezzo è un classico degli anni ’30. Probabilmente il brano, firmato Tony-Gaga, ve lo potreste essere ritrovato a caso su iTunes il 28 luglio. Io l’ho preso come un regalo di compleanno. Il video della canzone è una raccolta di immagini prese durante le sessioni di registrazione. Sembra di guardare padre e figlia. Ma come sono teneri!?

Le canzoni dell’album raccolgono i classici scritti dagli artisti del Great American Songbook. Vi spiego che sarebbe: il termine indica gli artisti legati allo scenario musicale dei teatri di Broadway, in un periodo che inizia verso gli anni venti e finisce negli anni sessanta, con l’arrivo del Rock’n’Roll. Il disco ha richiesto un anno di lavoro solo per riunire musicisti e cantanti: sia Tony che Gaga, che i membri spalla di Bennett, Mike Renzi (pianista), Gray Sargent (chitarra), Harold Jones (batterista e omonimo del serial killer), Marshall Wood (bassista) e Tom Lanier (pianista n°2 solo per l’album). Lady Gaga ha portato anche lei il/i suo/i musicista/i (e come si dice “io porto gente, tu porti gente, troppa gente”): il trombettista Brian Newman, i due collaborano da tempo ormai. Se non ci fosse già abbastanza gente nel mucchio, hanno chiamato anche il jazzista Joe Lovano (sax) e il flautista Paul Horn, purtroppo da poco scomparso. Ordinare le pizze non dev’esse stato facile.

Alla presentazione dell’album, al Lincoln Center di New York, Gaga ha dichiarato: quando cantiamo jazz non c’è nessuna distanza tra noi. Mi chiama ‘Lady’ e quando entro in una stanza lui si alza in piedi e così fanno tutti i suoi amici. E così faremo anche noi. Applausi per voi.



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