Sabato, 27 maggio 2017 - ORE:17:41

Youth Lagoon, la musica, l’ansia e le fobie danno vita all’album ”Year of Hibernation”


Esplosioni improvvise che saccheggiano il buio, fuochi d’artificio in una notte di Luglio, amicizie e sigarette, scale alzate fino al tetto, dove puoi osservare il mondo, sospeso ad un passo dalle luci dell’alba. Parole e musica si armonizzano così da toglierti il fiato e tenerti sospeso, con la sua musica Youth Lagoon parla della sua vita e dei brevi fuochi che la animano. Siamo a Boise, Idaho,e Trevor Powers è un ragazzo di soli 22 anni, come tutti i ragazzi della sua età era in cerca di un modo per definire se stesso, trovare la sua strada e il suo autentico modo d’essere. La sua strada l’ha trovata davanti ad un microfono ed un sintetizzatore, la tipica formula della ”musica da cameretta”, molto in voga attualmente, ma non per questo banale; anzi, Youth Lagoon affida alle sue creazioni un tocco profondo, melanconico, che le rende uniche e irripetibili.

Il vero Trevor è nato dopo una totale chiusura dal mondo: a causa delle sue fobie e dell’estrema ansia non era uscito di casa per un anno intero. Quando ha spalancato le porte alla realtà, dalla sua stanza non usciva Trevor Powers ma Youth Lagoon. In un’intervista Powers afferma infatti ” Per tutta la vita ho dovuto confrontarmi con stati di ansia fortissimi, non parlo dell’ansia dovuta ad un esame o cose normali, ma cose strane, bizzare. Cose che soltanto io posso conoscere. Talvolta mi sento come se fossi divorato, risucchiato dal dentro. Così ho cominciato a scrivere canzoni. Non solo canzoni sull’ansia, ma sul mio passato e sul mio presente. Canzoni che fanno parlare della mia memoria e tutte le emozioni ad essa legate. So che se sono sincero riguardo a ciò che accade nella mie testa, ci sarà sempre qualcuno che potrà riconoscersi in questo”.

L’album d’esordio si intitola, non a caso, ”Year of Hibernation”, prodotto dalla Fat Possum Records. L’anno di ”ibernazione” di cui Powers canta è un anno che dura più dei canonici 365 giorni, è l’anno della vita del College, un anno di fantasmi e paure, un anno fatto di musica e tentativi di fondare un gruppo. L’album dà forma alla flebile voce di Trevor, che è quasi sussurrata, estremamente dolce e delicata, immersa in una moltitudine di effetti che superano il naturale. Questa voce parla dei fantasmi e dei mostri che popolano una parte della mente di Powers, presenze paurose che lo bloccano ma che gli danno anche la forza di creare. La creazione della desolazione di una mente spaurita, sospesa in una realtà più mentale che effettiva. Il sintetizzatore tra le mani di Youth Lagoon diventa uno strumento di sospensione attraverso il quale la mente vola, e sulle punte delle note, così fredde a volte, e altre toccanti, l’immaginazione si perde in luoghi remoti, forse quelli dove Trevor vuole gettare luce.

Youth Lagoon sono io.” dice Powers ” E’ semplicemente una parte di me. Entravo e uscivo da band diverse al liceo e ho sempre cercato di definire me stesso attraverso la musica che facevo. Ho cercato di trovare un significato nel far parte di un gruppo. Non l’ho trovato se non quest’anno- quando ho realizzato che io ero più della musica- ed ero capace di creare un tipo di musica che significasse qualcosa per me. E questo era Youth Lagoon.”



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