Mercoledi, 26 luglio 2017 - ORE:00:27

Champagne Holocaust, album debutto della band The Fat White Family (2013)

The Fat White Family

The Fat White Family Avete presente quelle serate in cui vi sentite pervasi da un’euforia inspiegabile e il vostro cervello sembra essere occupato da un’accozzaglia di bestie urlanti che inneggiano alla fine del mondo? Quelle serate in cui realizzate che con l’ultima birra avete decisamente esagerato e che soprattutto é inutile “realizzare” e l’unica cosa da fare é cedere al caos che pervade ogni angolo del vostro corpo deambulante? Beh, se avete provato anche voi uno stato d’animo simile, credo che The Fat White Family, in modo piuttosto naturale, descrivano tutto ció con la loro musica stonata e incosciente. Champagne Holocaust ti travolge, ti graffia e ti fa divertire.

Champagne Holocaust, l’album debutto

champagne holocaust
Il debut-album dei ragazzi dell’est londinese é uscito a novembre dello scorso anno per la Trashmouth Records e da subito non é passato inosservato. Quello che colpisce fin dal primo ascolto é la qualità del suono volutamente lo-fi e la difficoltà che si ha nell’inscrivere il loro sound sotto un genere ben preciso. Infatti potremmo definire l’album come un caotico e dissacrante blob di sonorità folk, blues, pop e rock psichedelico, tutto ciò accompagnato da voci e cori affettati che contribuiscono così a creare un suono stravagante e paradossalmente fluido. Il disco si apre con Auto Neutron, dove un organo ipnotico e voci ripetitive si intersecano a chitarre distorte che ricordano la cruda raffinatezza dei primi anni ’70 e lo space-rock. Auto Neutron strega l’ascoltatore con ritmi lenti e svogliati per poi trascinarlo di peso nell’abisso di sfrenatezza che lo attende nelle canzoni seguenti.  

Is it raining in your mouth? e Heaven on earth sviluppano un’andatura da filastrocche parodiate e raggiungono l’apice di stravolgimento nel finale dove strumenti scordati si sommano a urla paranoiche.

Special Ape, di brevissima durata, sconvolge per l’aggressivitá della chitarra distorta e della voce che si fa spazio nel caos creato dagli altri strumenti.

Borderline e Who Shoot Lee Oswald? Sono gli unici due pezzi dove la chitarra senza l’ausilio di altri strumenti accompagna la voce in un canto folk ansioso e spasmodico. I The Fat White Family con il loro primo album dimostrano di aver già sviluppato un’identità sonora del tutto personale e controcorrente che si ispira alla spregiudicatezza e all’irriverenza di Frank Zappa e Captain Beefheart.

Champagne Holocaust è un album che fa sanguinare le orecchie ai produttori di musica di consumo e di questo, cari Fat White Family, vi saremo eternamente grati.

Voto: 7.5/10

Tracce consigliate: Auto Neutron, Is it raining in your mouth?, Bomb Disneyland.

Cliccando QUI potrete inoltre ascoltare tutte le altre.



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